Piastrella piccola per l’ambiente piccolo, piastrella grande per l’ambiente grande?

Piastrella piccola per l'ambiente piccolo, piastrella grande per l'ambiente grande?

In questo articolo vorrei parlarvi di una questione legata ai formati delle piastrelle da pavimento e da rivestimento.
Iniziamo con sfatare una leggenda metropolitana e diciamo subito che il formato delle piastrelle è indipendente dalla dimensione dell’ambiente!

Dunque, partiamo come al solito dall’inizio:

Esempio

Ipotizziamo di dover rivestire un pavimento di 4 ml x 1,5 ml = 6 mq (la maggior parte dei bagni hanno questa superficie) secondo la logica corrente in questo bagno ci starebbero bene delle piastrelle piccole, diciamo 25 x 25 cm fugate e posizionate in diagonale, i punti fuga, tanti e visibili, corrono diagonalmente quindi danno l’impressione di un ambiente spazioso.

Dal mio punto di vista non è così o meglio non è sempre così.

Ritengo che la dimensione della piastrella è legata a ciò che vuole rappresentare graficamente. Con le nuove tecnologie (Digital Tech) le superfici dei gres porcellanati possono richiamare quasi tutti i materiali esistenti (legno, metallo, pietra, cotto, marmo ecc…) in un modo talmente veritiero che le differenze si percepiscono solo al tatto e per i marmi le pietre e altri materiali neanche toccandole si notano differenze.

Poniamo il caso che intendo rivestire il mio pavimento con un gres porcellanato effetto resina, i pavimenti in resina hanno la caratteristica di apparire compatti quindi in assenza di fughe dando all’ambiente una superficie, nella maggior parte dei casi, liscia e continua; se dovessi rappresentare con un gres porcellanato le stesse peculiarità non potrei sicuramente utilizzare un formato (misura) al di sotto del 80 x 80 cm o 60 x 120 cm e certamente con i lati rettificati per diminuire le fughe e renderle il meno visibili possibile. la stessa superficie la rivesto con un 30×30 cm, secondo la logica descritta all’inizio dell’articolo, perderei sicuramente la compattezza e quindi l’effetto desiderato svanirebbe anche se si tratta di piastrelle rettificate (la normativa prevede anche su piastrelle rettificate una fuga minima di millimetri 2).

Esempio

Facciamo un’altro esempio se intendo usare un effetto cotto potrei pensare a formati più piccoli (20×40 – 15×30 – 20×20 ecc…).
I punti fuga in questo caso devono essere evidenti, per rendere il pavimento più simile possibile al cotto e anche se il gres che scelgo non è rettificato non c’è nessun problema estetico.
Le piastrelle grandi in ambienti piccoli possono, effettivamente, creare qualche problema al posatore a causa della loro dimensione e quindi alla difficoltà di posizionamento ma i piastrellisti sanno benissimo che esistono materiali d’opera specifici, visto che oggi la maggior parte delle piastrelle sono di grande formato.

Quindi se volete utilizzare per il pavimento o rivestimento del vostro bagno o di tutta la casa una piastrella di grande formato, considerate sempre che i grandi formati possono arrivare a dimensioni veramente gigantesche anche 120 cm x 360 cm. Scegliete un posatore attrezzato per la messa in opera di questo tipo di gres porcellanato.

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